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Fenomenologia del porno

La fenomenologia del porno , per i più acuti : “la storia della pippa”.

Le generazioni di oggi hanno la vita veramente troppo facile, e trovo sia profondamente ingiusto .

Per vedere una tetta, nella mia preadolescenza, le alternative erano scarse: ricordo il Postalmarket che arrivava misteriosamente a casa con regolarità ( anche se penso che nessuno ci abbia mai comprato nulla ) che nelle pagine finali, dopo gazebi da giardino , tappeti e deodoranti, c’erano le foto della biancheria intima con le modelle dentro. Alcune indossavano reggiseni trasparenti , altre da allattamento, che oggi sembra ben poca roba ma quando avevo 12 anni era la rivoluzione , l’apice … eri “arrivato” .

Per non parlare poi delle mutande trasparenti dalle quali intravedevi patatone nere e triangolari, che a quel punto con aria furtiva dovevi prenderti il catalogo da 2420 pagine, sgattaiolare in bagno, e compiere il fattaccio per poi rimetterlo a posto con aria colpevole ma soddisfatta .

Qualche anno ed innumerevoli postalmarket e squallide pubblicità di hotline sulle reti private dopo (primarete) , arrivò internet anche per me , ed il modem a 56k, che nel connettersi (abbinato alla ventola) faceva lo stesso rumore di una grandinata ad agosto . Per scaricare la foto di una donna nuda ci volevano circa due ore, nel frattempo l’infoiamento era bello che passato e t’eri messo a giocare alla playstation , incurante delle bollette leggendarie che arrivavano dalla telecom a fine mese.

Oggi non è così ….  a 13 anni questi piccoli bastardi hanno già visto tutte le imprese di Rocco e Cicciolina e si contattano su Badoo per rimediare una scopata , a 14 hanno già le malattie veneree, a 15 diventano EMO o bisessuali a 16 vanno nei locali per scambisti, a 17 c’è la svolta religiosa e relativa conversione pentiti dai peccati , a 18 il passo indietro con l’ingresso nel mondo della pornografia. Ma a quel punto hanno già vissuto tutto.

Ai miei tempi se riuscivi a toccargli il culo nudo a 15 anni eri un dio , venerato e guardato con rispetto dai tuoi amici a cui regolarmente (dopo mesi di pratica) sbattevi le dita sotto il naso decantando il nome della fortuna della sera .

Ora da analisi recenti del traffico del web , risulta che circa un terzo del materiale ricercato (e consultato o meglio contemplato o meglio consumato) sia a carattere pornografico.

Aggiungerei poi che i filmati pornografici circolanti in rete superano i 5.000.000. Ovviamente non si tratta di cinque milioni di film, ma di cinque milioni di frammenti, rimontaggi, compilation e best of.

Ricordo quando le edicole venivano prese d’assalto dai piu grandi e noi bimbetti in bmx , passavamo cercando di scorgere i lati delle vetrinette trasparenti dove vi erano esposti i cosi detti “giornaletti porno”

Negl’anni 80 , nei quotidiani, la pagina del cinema, era divisa in due parti: film mainstream e cinema a luci rosse, in un rapporto quasi di uno a uno. Nei cinema porno non c’era orario. Spesso c’era chi entrava al mattino e usciva la sera. Ogni tanto qualcuno ci restava secco. Tutti fumavano. Tutti si masturbavano.

 

Storie che vanno dall’entusiasmo perverso della “figlia dei fiori” Ilona Staller alla parabola desolante di Karin Schubert, che iniziò la sua carriera con Visconti e finì con una serie di atti autolesionistici e ricoveri. E poi l’icona porno nazionale per eccellenza, Moana Pozzi. Artefice di tutto, il fotografo Riccardo Schicchi .

Negl anni 90 nascono le grandi case di produzione, si diffondono i sexy-shop e insieme a loro i giocattolini piu vari. Scompare del tutto lo spirito pioneristico, si afferma “il divertimento per adulti di massa”. Nasce la “pornografia per le donne

Oggi Il nudo non fa più scalpore , anzi nasce il porno gossip, con la diffusione in rete dei filmati amatoriali (Belén e Paris Hilton su tutti) e il drammatico “reality vivente” di Sara Tommasi.

E mentre la star indiscussa del porno maschile italico, Rocco Siffredi, organizza scuole per attori porno, si afferma l’inedita figura della pornoattrice e filosofa Valentina Nappi, che non disdegna di scrivere su Micromega.

Come disse il Grande Dr. Cox : Sono quasi sicuro che se da Internet togliessero tutta la pornografia resterebbe un solo sito chiamato “ridateci i porno”

 

sempre vostro seph

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