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Il Bimbominkia : Gli anni Ottanta in frullati omogeneizzati

Bimbominchia, grosso modo, è un termine spregiativo che indica una persona giovane che occupa il suo posto nella rete (o nel mondo) in modo colpevolmente ingenuo.

Spia rilevatrice del bimbominchia è lo sfoggio di “k” e di abbreviazioni difficili da interpretare.

Un altro elemento che espone il bimbominchia al pubblico ludibrio è la sua devozione sconfinata e totalmente acritica nei confronti di tutto ciò che gli piace: la saga fantasy del momento, il cantante in età prepubere, eccetera.

 

 

Un bimbominchia ad esempio non può limitarsi ad apprezzare Twilight: dovrà adorarlo, andare in crisi di astinenza, cercare succedanei; passare notti al freddo come un coglione per mettere le mani sul primo volume o sul primo biglietto del cinema di Twilight, trascorrere pomeriggi a difendere disperatamente il buon nome dell’autrice di Twilight in un forum dove la massacrano totalmente.

Quello che magari non vi era ancora venuto in mente (anche io ci ho messo un po’ a capirlo) è il modo in cui la nuova parola ‘bimbominkia’ fotografa il collasso della piramide delle età in Italia …

Eh ?! Daccapo.

Bimbominchia è un dispregiativo gergale, fin qui ci siamo. Nulla di eccezionale. Tutte le generazioni hanno coniato i loro dispregiativi gergali. Di solito nascevano in ambito giovanile e venivano adoperati per bollare gli adulti.

Un esempio da manuale (anche per il suo sapore vintage: impossibile usarlo oggi senza autoironia) è “matusa”.

I matusa (troncamento di Matusalemme, personaggio biblico dalla venerandissima età) in Lombardia occidentale, erano gli adulti che non capivano i giovani con i blue jeans. In un momento storico in cui i giovani erano all’avanguardia dei consumi, era naturale che fossero anche all’avanguardia nella sperimentazione linguistica.

Quarant’anni dopo, il termine “bimbominkia” si trova in una situazione speculare e molto simile a quella di “matusa”.

I bimbiminchia sono i giovani: a chiamarli così, a inventare il termine, sono stati i meno giovani (diciamo trenta-e-qualcosa). Il peccato originale del “matusa” era l’esser cresciuto, il non saper apprezzare twist e rocchenrol e la rilassatezza dei costumi.

Il peccato originale del bimbominchia è l’esser bimbo: non riuscire a scrivere in modo corretto, non padroneggiare il t9 o le dinamiche dei forum, apprezzare libri da preadolescenti.

Ma davvero possiamo fargliene una colpa?

Sì, possiamo, perché da vent’anni a questa parte la piramide delle età in Italia si è rovesciata, e oggi i giovani sono minoranza. E, quel che più conta, non sono più all’avanguardia nei consumi: non scoprono più trend, di solito riciclano quelli dei fratelli maggiori o addirittura dei padri.

A voltar loro le spalle è addirittura la tv, che nelle fasce orarie una volta dedicate a loro continua a riprogrammare vecchi cartoni animati che i genitori sanno a memoria (Ken , Dragonball).

Sono circondati da gente che ne sa più di loro e li sfotte.

Noi non eravamo così.

 

 

in sostanza i bimbiminchia sono quei ragazzi nati a cavallo tra gli anni novanta e duemila che se da un lato vivono sempre connessi, completamente assorbiti da ipod, smartphone e social network, dall’altro rischiano di rimanere per sempre sconnessi, scollegati, dalla realtà …

Si sentono i padroni del mondo. Decidono i trending topics su Twitter. Hanno ridefinito le regole dell’ortografia adattandole alla chat. Usano Yahoo Answer, da cui dispensano consigli, soprattutto tech.

Vivono incollati alla bacheca di Facebook. Seguono la loro moda. Ascoltano la “loro musica” e guardano con disprezzo i “vecchi”.

Parlare con un bimbominkia può risultare difficile: ha un linguaggio tutto suo, mutuato da internet e dai messaggini – prima sms, ora whatsapp, il senso è lo stesso – che mixa italiano con termini “anglosassoni cazziani” e abbreviazioni di ogni tipo che alla fine fanno sembrare una frase scritta un messaggio crittografato.

MAIUSCOLO D’OBBLIGO !

Il ch, ma anche la sola c, ha definitivamente lasciato il posto alla più marcata k, doppia s o doppia z trovano un corrispondente nella x e i numeri finiscono al posto delle lettere, il caps lock è quasi perennemente attivo oppure funziona in maniera alternata tanto per fare “kasino”.

E le vocali saltano spesso, per cui vi può capitare di leggere cose tipo: “Km sT41????…..” al posto di “come stai?”, condito da segni di interpunzione a casaccio.

E ricordate, i bimbinkia non ridono ma LOLLANO, spargono emoticon come se piovesse, prendono i verbi inglesi e li coniugano al presente italiano. Un esempio? Lovvare al posto di amare.

E, soprattutto, strascinano la vocale finale……. Capitoooooooooooooooooooooooooo ??????

 

 

Provare a criticare i loro idoli non è una buona idea: i bimbiminkia sanno essere molto feroci e sono capaci di mettere in piedi vere e proprie rappresaglie bombardando il malcapitato di messaggi su internet, altro che bullismo.

Chiunque li offenda diventa un bersaglio, tengono alla propria identità e credono, ovviamente, che chi non la pensa come loro sia un “rinkoglionito”.

Quindi, guai a dire che Justin è una mezza tacca.

E per la cronaca, il nome esatto del bimbominkia è B1mb0m1nk14.

 

sempre vostro seph

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